TRESKA ALL’ARSENICO

L’anima appare presente e inafferrabile: sapere che ci sia sembra quasi ovvio, al di là di ogni dimostrazione, ma chiarire che cosa sia risulta assolutamente arduo.
E parlando di anime che trasmigrano l’atmosfera dello spettacolo prende una piega assurda, surreale e grottesca. Un segreto è custodito in casa della Contessa Elvira, che vive con il marito, il debole e sottomesso Conte Ennio e con la madre di lei, la baronessa Paolina.

PRIMULE ROSSE

Lo spettacolo nasce dalla volontà di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza maschile contro le donne, raccontando la loro esperienza, rendendole protagoniste e non più oggetti, dando spazio e voce alle loro stesse voci, osservando la realtà con i loro occhi e non interpretandola dall’esterno, come spesso accade nelle aule di tribunale, nei media e nelle comuni conversazioni.

Sono storie drammaticamente attuali che accadono in un paese civilizzato ed emancipato nel quale, dietro le persiane e le porte chiuse delle case, molte donne vivono troppo spesso una sofferenza silenziosa che annienta la loro dignità.

DESTINATARIO SCONOSCIUTO

Lettura integrale dell’omonimo romanzo epistolare costituito dalle lettere che due amici e soci in affari – Max, ebreo americano e Martin, tedesco –  si scambiano tra il 1932 e il 1934. Un viaggio molto toccante agli albori del razzismo che mette in scena l’amicizia, uno dei valori più importanti della vita, e di come venga messa a dura prova dalla folle ideologia nazista.  Il testo coglie i segnali inquietanti dell’ascesa al potere dei nazisti e prefigura l’atmosfera in cui prenderà forma l’orrore di una delle pagine più buie della storia dell’umanità.

EL PATO A QUATRO

La vicenda inizia la vigilia di capodanno del 1924: quattro amici per la pelle, Bepi, Checo, Nelo e Nereo stringono un patto di reciproca assistenza, impegnandosi ad aiutare economicamente e moralmente chiunque di loro dovesse un giorno trovarsi in ristrettezze.

Più di vent’anni dopo, una lettera dalla Francia annuncia il ritorno in patria di Bepi, che reclama dagli amici, a dir poco recalcitranti, il rispetto dell’impegno: l’uomo infatti, emigrato a cercar fortuna, è ora ridotto in miseria dopo una vita scapestrata e piena di disavventure.

U CUNTU DU RE

La leggenda di Arlecchino

U Cuntu du Re  lavoro teatrale interamente “made in Caneva”.

Lo spettacolo, che consideriamo un piccolo gioiello del nostro repertorio, coniuga sapientemente generi teatrali e tradizioni letterarie molto diversi tra loro creando un connubio frizzante di comicità e spunti di riflessione e facendo dell’originalità il punto di forza della rappresentazione stessa.

Questo spettacolo di Commedia dell’Arte, utilizza le maschere e mette in scena personaggi tipici della commedia quali Arlecchino, Pantalone e Capitan Ferrazza, la servetta Concettuzza e Donna Cammela.

El BARBIERO DE PORTA MONTE

Le straripanti e trasgressive invenzioni di lucida follia  di un brillante protagonista contrapposte alla forza e al ridicolo affannarsi per successo economico. La commedia è ambientata nella Vicenza degli anni ’60, con il boom economico alle porte, il protagonista, barbiere di professione, oppresso da una moglie prepotente e invadente,  si allea con la figlia Rosina, minacciata di matrimonio con il tipico “mamolo” solo per interesse economico, fingendosi pazzo in modo che i promessi suoceri rinuncino al progetto.

El MASC’IO

Una colossale indigestione dopo una abbuffata a base di maiale, crea la paralisi in un paesino veneto, privandolo di dottore, sindaco, maresciallo dei carabinieri, ecc.. la gente del posto, sobillata dal parroco, indice un processo alla povera bestia. Il verdetto è scontato e la vittima predestinata subirà la giusta condanna.

QUEL FIOL D‘UN CAN D’UN GATO

Le vicende di una vivace e litigiosa famiglia dibattuta tra la scelta dell’innamorato per la figlia e la gestione dell’osteria  di cui sono proprietari. Si respira aria di casa , nella piccola piazzetta in cui, nell’anno 1953, si intrecciano le vicende umane di una piccola e animatissima comunità, al cui interno spiccano i litigiosi coniugi Berto e Tilde, titolari della Trattoria Caneva che si affaccia sulla piazza. Con  loro la figlia Rina, in età da maritare, e la gatta Messalina a cui è tanto affezionata la signora Tilde.

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